Archétettura | Andrea Fiore - architecture & design
I’m an architect & maker designer, totally curious and multidisciplinary lover. Two years teaching assitant in architecture technology at University of Naples Federico II. Interior & graphics designer from 2009. Home is Napoli (Italy) the harmony of the contraries. Bicycle religious, wannabe biblioholic and passionate for all-scale design. I'm specialized in bicylce design, lightweight timber structures and parametric structural design.
Il secondo mestiere più antico del mondo
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Archétettura

The “second” oldest job in the world

PROJECT DETAILS

Project by

Andrea Fiore with Maria Balzano Barbò, Giulio Nocera, Alessandro Turchi, Cristina Visconti

Project period

October – November 2013

Exhibition date

27 November 2013

Host

Spazio NEA – art gallery, Naples – Italy

Prototype Construction

Andrea Fiore, Alessandro Turchi, Cristina Visconti, Alfonso Borrelli with Riccardo Calise

My Role

Project author

Maker designer

Video Maker

Video by: Elisa Inno

Bicicletta, casco, pantalone arrotolato:
sono in sella.

Esco al mondo pedalando,
i miei battiti cardiaci suonano col mondo esterno
che devo attraversare con attenzione e leggerezza.

Il ritmo del cuore definisce una velocità nuova:
lo spazio esterno diventa estensione del mio spazio interno,
in un momento il mio corpo è tutto lo spazio
e tutto lo spazio è il mio corpo.

È pedalando che ho ri-scoperto
una velocità umana di attraversamento e di osservazione
in cui divengono centrali il rapporto con la terra,
con la città, con il paesaggio.
uno sguardo mobile e inedito per l’architettura

Calato nella costruzione della mia identità architettonica
e in cammino verso la professione,
incontro – a un passo da essa – la necessità di pormi domande prime.

Ciò che mi interroga e che interrogo è il senso stesso del fare architettura.

La ricerca parte da ciò che più è locale:
il confronto con i colleghi,
con gli amici impegnati in differenti discipline,
il dibattito con le realtà più prossime.

Lo sguardo si è rivolto, interessato, agli insegnamenti del mondo:
la Cambogia, l’Australia, il Giappone,
diverse idee del vivere e tradizioni del costruire.

Sempre poi ho guardato al tempo, al passato,
alla storia dell’uomo faber,
alla ricerca di permanenze,
di quei segni sintetici ancora vivi
e capaci di ispirare il lavoro quotidiano nella contemporaneità.

Potrei dire, sostanzialmente, di essere alla ricerca di un archetipo di pensiero,
che contempli l’equilibrio tra uomo-architetto
e la natura come spazio di azione,
capace di interpretare, e realizzare,
la lievità necessaria a tenere insieme questi due mondi.

Queste le domande fondamentali

Indagine senza la quale il viaggio nell’architettura
sarebbe uscire in mare senza vele. (A. Fiore)

 

Archétettura

Il secondo mestiere più antico del mondo

La nostra narrazione sul rifugio ha origine nel bosco, luogo di suggestione fiabesca, archetipo di meraviglie d’incanto o ignoti pericoli, dove perdersi tra streghe collettive e fate con matita, per poi al limite del giorno trovare riparo.

Una capanna, la luce del fuoco, un racconto che aspetta di essere ascoltato.

Sotto la volta della project room del Nea, una struttura lignea si costruisce, come una sequenza di ideogrammi, che raccontano un processo evolutivo: dalla natura alla costruzione, dal riparo all’architettura. Il passo si fa breve.

Si impara sperimentando che la vita si regge su equilibri labili e precari, che la misura dell’intervento umano deve tener conto delle forze sopite della natura. Fidarsi della memoria collettiva, della tradizione , di ciò che ha un’ accertata validità in un arco temporale lunghissimo.

Il percorso si racconta nella voce di una radio: pensieri sciolti e maieutiche domande, riflessioni sul ruolo dell’uomo architetto con le sue responsabilità sociali, ambientali, estetiche, lasciano sassolini bianchi sul sentiero.

Tra essere e ben-essere, ispirazione e bisogno, il “secondo mestiere più antico del mondo” si serve dell’artificio del racconto “attorno al fuoco”, e secondo un ideale archetipico, mutante e partecipato, diventa pretesto per un racconto-gioco, che scevro di risposte si compone della collezione di appunti di viaggio.

Visioni dell’ altrove: equilibrismo, leggerezza, free-tech.

Assuefatti ad un “esistenza artificiale” come possiamo oggi “professare” la professione – quali le scelte tecnico-culturali, quale la visione spirituale, quale l’attenzione alle arcaiche necessità umane – per tornare a calpestare la terra con leggerezza.

One of the inspiring videos that were projected during the exhibition

Timber structures design

Exibithion planning & design

Self-construction

Video Making

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